Esperienza al CusMiBio

“Una Settimana da Ricercatrice”

La Fondazione Bracco, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia e la Regione, ha scelto il nostro Liceo come destinatario del progetto “Una settimana da ricercatrice”. Purtroppo erano disponibili solo due posti e io ho ha avuto la fortuna di ottenerne uno, quindi ora vi racconto. Che cos’è? La descrizione ufficiale parlava di una  una settimana di attività laboratoriale presso la sede CusMiBio, Università degli Studi di Milano. Ma è stato molto di più: ricerca, didattica, sperimentazione, studio, sfida, divertimento e anche un po’ di improvvisazione.

Tutto iniziò il 12 giugno, poco dopo la fine della scuola, ne ho iniziato subito un’altra, ma per questa sono dovuta uscire dalla mia cara Monza e andare a Milano. Era tutto diverso, a camminare verso l’Università e nel campus già mi sentivo uno studente di qualche facoltà. La cosa più difficile del primo giorno è stato trovare il CusMiBio, il laboratorio, situato nel sotterraneo di un edificio.

Ogni giornata era organizzata così: inizio alle 9, fine alle 17:30, ogni attività era preceduta dalla spiegazione. L’accoglienza è stata calorosa, il clima è stato da subito informale e allegro, grazie alle due Professoresse che ci hanno sempre guidato nell’esperienza. Da subito abbiamo parlato di biologia, di cariogramma e cariotipi, cromosomi e test. La prima sfida è stata quella di distinguere i cromosomi sani da quelli malati ed individuare le malattie. Ovviamente tutte le attività erano organizzate in gruppo e seguite da un tutor, la nostra si chiamava Martina.

Attività

Ci siamo cimentate anche nella ricerca del colpevole, confrontando strisci di DNA… La cosa migliore di questa attività è che non ci era venuta! Ogni minimo passaggio era stato fatto da noi, dalla preparazione del gel di agarosio, l’aggiunta di sostanze ai campioni, tutta l’elettroforesi… tuttavia la colpa non è stata nostra, bensì del caldo torrido dell’ambiente che non aveva permesso una buona solidificazione del gel. È stata la prova che nei test di laboratorio qualcosa può sempre andare storto, bisogna prestare attenzione a tutto.

Abbiamo anche conosciuto ELISA, cioè un test usato per rilevare una sostanza grazie alla presenza o meno degli anticorpi specifici. Questo metodo di indagine viene usato per rilevare patologie, gravidanze e persino in agricoltura.

Le altre nostre esperienze includono trasformare dei batteri, incontri con antropologi, conferenze su AIDS/HIV, PCR, cristallizzazione del lisozima e addirittura visita alla mostra “Beauty Images”.

Grazie

L’unica pecca di questa esperienza è stato il caldo, mantenere l’attenzione con addosso il camice e quaranta gradi non è stato semplice. È stata una settimana molto piena, sicuramente bellissima, dove ho conosciuto nuove persone, toccato con mano cosa significa lavorare in laboratorio e sono stata a contatto con docenti, tutor e organizzatori davvero capaci e a cui devo gratitudine e ringraziamenti.


Fiore Artelli



Fiore Artelli

Freelance Journalist

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