Parola d’ordine? Concentrazione.

Nella vita di uno studente, soprattutto Frisino, non mancano sicuramente giornate intere di studio e, di conseguenza, di distrazioni continue. Questo accade maggiormente a noi della “nuova generazione” perché, a causa di smartphone, tablet, computer e televisione, la concentrazione spesso viene a mancare. Ciò crea ricadute, sicuramente, sulla durata dello studio quotidiano, ma anche sulla sua qualità.

Allora vediamo insieme come velocizzare la lettura e l’assimilazione di contenuti, scolastici e non. Come prima cosa, bisogna prendersi una pausa da tutta la tecnologia che ci circonda, limitandone l’uso al solo scopo didattico, in questo modo, oltre a non perdere tempo tra messaggini vari, lo studente può concentrarsi su una cosa alla volta. Infatti, la seconda cosa da evitare è l’essere “multitasking”: bisogna dividere bene i propri incarichi, creando possibilmente una tabella di marcia, includendo pause di almeno 15 minuti circa ogni 2 ore. Questo perché, dopo un breve ristoro, la vista e il cervello sono più riposati e la concentrazione è come se si ripristinasse; al contrario, se si fanno lunghe sessioni di 4-5 ore senza intervalli, la concentrazione tende a diminuire sempre più, portando mediocri risultati con maggiore fatica e stanchezza finale.

Nei vari break si consiglia di mangiare i cosiddetti “super
cibi” che aumentano la concentrazione e migliorano la memoria, come mirtilli e cioccolato fondente. Bevande come
thè e caffè vanno bevute con cautela: è consigliato berne al massimo un tazza al giorno perché, in caso contrario, potrebbero provocare ansia, eccitazione e tensione, ottenendo il risultato opposto a quello sperato.

Di fondamentale importanza è anche l’ambiente in cui si decide di studiare, deve essere infatti ordinato, silenzioso e rilassante. Si consigliano, quindi, spazi comuni come biblioteche o, nelle belle giornate primaverili, parchi e giardini; altrimenti si può semplicemente rendere più tranquilla la propria stanza con musiche “Zen” di sottofondo o con “Rumori della Natura”.

In un recente studio, condotto dal dottor Mark Moss della Univerisity of Northumbria, è stato dimostrato che l’olio essenziale di rosmarino diffuso nella stanza e, successivamente, inalato ha effetti benefici sul sistema nervoso, favorendo la concentrazione e migliorando la memoria a lungo termine. In un altro studio condotto nel 2013 da Kate Morgan all’università di Cardiff, è emerso che masticare chewing gum, durante attività che richiedono un certo sforzo mentale, consente di mantenere più a lungo la concentrazione e a migliorare la memoria, in questo caso, a breve termine. Infine, in uno studio condotto recentemente dalla ricercatrice Lisa Weinberg, è stato evidenziato come alcuni esercizi fisici, quali squat e, più in generale, quelli che sviluppano i muscoli delle gambe, siano in grado di migliorare la memoria a lungo termine del 20%. Logicamente questi esercizi hanno più efficacia se si eseguono durante i vari intervalli già citati precedentemente.

In definitiva, ciò che non deve assolutamente mancare è la motivazione personale. Ci si può aiutare creando obiettivi che vadano al di là del semplice “voto alto”, in modo da prestare più attenzione a ciò che si sta facendo, rendendo più efficace il proprio lavoro. Inoltre, bisogna ricordare che memoria e concentrazione vanno allenate con costanza e forza di volontà, come se fossero veri e propri muscoli.


Fonti:

www.lastampa.it

www.sciencedaily.com


Alessia Petroni


Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: