Study smarter, not harder! Trucchi per migliorare lo studio

La continuità è sempre stata ritenuta fondamentale nello studio fin dai primi anni del Novecento.

Fin da bambini veniamo abituati ad avere la nostra scrivania, dedicare tempo specifico allo studio, eliminare le distrazioni.

Ma se ora vi dicessi che tutto ciò è sbagliato, e che la discontinuità e incostanza può giocare a nostro favore?

Per esempio: è possibile che un cambiamento, apparentemente, poco significante come quello del luogo di studio faccia la differenza? E’ possibile che l’interruzione di un lavoro su un progetto importante favorisca la motivazione e l’inventiva? Negli anni Settanta un team di psicologi condusse un particolare esperimento per rispondere a questa domanda. Si chiesero: che cosa potrebbe succedere a persone che studiano lo stesso materiale due volte in due posti diversi?

L’esperimento venne condotto su un gruppo di studenti ai quali venne presentata una lista di 40 vocaboli composti da 4 lettere, e a tutti gli studenti vennero date due sessioni di 10 minuti per memorizzare la lista.

Metà gruppo fu trattenuto, per entrambe le sessioni, in una stanza scura e disordinata, mentre all’altra metà fu concesso di passare la seconda sessione in una stanza chiara ed illuminata, stravolgendo quindi le condizioni in cui si erano ritrovati nei primi 10 minuti.

Successivamente, gli scienziati chiesero agli studenti, sempre in una sessione da 10 minuti tutti insieme, di scrivere su un foglio il maggior numero di parole che riuscissero a ricordare. Il risultato fu alquanto sorprendente:

Il gruppo tenuto per 20 minuti nella stanza buia riuscì a ricordare in media 16 delle 40 parole, mentre il gruppo delle due camere diverse arrivò a una media di 24. Un semplice cambio di luogo aveva prodotto un miglioramento del 40% nella memoria degli studenti.

Ma ovviamente il segreto non è solo nel “dove”. Come ci si prepara o esercita fa altrettanto la differenza.

Pensateci: scrivere appunti con una penna è un tipo di attività, digitarli a computer è un’altra, e cambia anche se studiamo in piedi, seduti alla nostra scrivania o su un mezzo, o ancora camminando. Non importa ciò che variamo nella nostra routine, l’importante è evitare in ogni modo la monotonia. Perché quando si tratta di imparare sembra proprio che sia la continuità, e non i cambiamenti, a essere limitante.

Per cui, la prossima volta che ti troverai in difficoltà durante lo studio, delle esercitazioni o avrai bisogno di preparare qualche progetto importante, prova a cambiare! Vai in un’altra stanza, studia ad un’ora diversa o prova ad andare al parco, leggi in silenzio oppure con la musica (NON quella del tuo cantante preferito, che tenderà a distrarti: l’ideale è qualcosa di calmo ed esclusivamente strumentale): qualsiasi alterazione della routine aiuta le tue capacità a rimanere pronte e attive, permettendoti di usufruirne al massimo più a lungo.

Questo è alla fine il segreto dell’apprendimento: tenere per se le proprie conoscenze e capacità e averle disponibili quando necessario in ogni caso possibile.


Tratto e tradotto da “How We Learn” di Benedict Carey (LINK)



Alessandro Leone

Direttore di FONT

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