#STORYOFATEMPLE: La costruzione dell’Autodromo | Ep. 1

La storia dell’Autodromo, simbolo di Monza, a puntate settimanali. 

 

Una delle primissime immagini di gare sul circuito monzese

L’Autodromo di Monza, universalmente conosciuto come il Tempio della Velocità, è un punto di riferimento per gli sport motoristici. Costruito nel 1922, terzo al mondo dopo quelli di Brooklands e Indianapolis, è stato teatro di alcune tra le più grandi innovazioni sportive e tecnologiche. La sua sopraelevata è unica al mondo e sulle sue curve sono state scritte non solo importanti pagine dell’automobilismo mondiale ma anche della ricerca scientifica. Il telepass, i guard-rail e l’asfalto drenante, per citarne alcuni, sono stati studiati e messi a punto proprio a Monza. Tra le manifestazioni ricorrenti più importanti, ricordiamo il Gran Premio d’Italia di Formula 1 che, dall’anno di fondazione in poi, si è sempre disputato all’Autodromo Nazionale Monza, fatta eccezione per gli anni 1937 (Livorno), 1947 (Milano), 1948 (Torino) e 1980 (Imola).

LA COSTRUZIONE NEL ’22

La costruzione dell’Autodromo di Monza fu decisa nel gennaio del 1922 dall’Automobile Club di Milano, con lo scopo di celebrare il 25° anniversario di nascita dell’Associazione.
La realizzazione di un autodromo era suggerita dalle esigenze tecniche e commerciali delle varie case costruttrici nazionali che, già allora, miravano all’esportazione. Un impianto stabile da destinare alle competizioni motoristiche avrebbe consentito anche di svolgere prove sperimentali di ogni tipo. Pertanto furono inclusi nel progetto settori per lo sviluppo delle velocità, affiancati da settori di conformazione più varia, capaci di sollecitare il complesso degli organi meccanici. A ciò si aggiungevano i buoni risultati tecnici e sportivi del primo Gran Premio automobilistico d’Italia, disputato l’anno prima sul veloce, ma non sufficientemente attrezzato, circuito semi-permanente di Montichiari. Bisognava solo trovare una sede degna del Gran Premio d’Italia, che mirava a ricalcare i fasti del già affermato Gran Prix dell’Automobile Club di Francia.

Monza, 10 settembre 1922, da sinistra a destra: Bordino, De Vizcaya, Meregalli

Per la realizzazione e la gestione dell’Autodromo fu costituita, presso l’Automobile Club di Milano, la Società Incremento Automobilismo e Sport (S.I.A.S.) a capitale interamente privato e presieduta dal senatore Silvio Crespi. Il progetto fu affidato all’architetto Alfredo Rosselli: in fase preliminare si era pensato a una pista di velocità e a un anello stradale affiancati, dallo sviluppo complessivo di 14 chilometri e dal costo preventivato in 6 milioni di lire.

La prima pietra fu collocata da Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro alla fine di febbraio del 1922, ma subito fu ordinata la sospensione dei lavori per motivi di “valore artistico, monumentale e di conservazione del paesaggio”. Nell’intricato sviluppo delle polemiche prevalse la tesi dell’assoluta necessità di un autodromo, così alla fine fu realizzato un circuito dalle caratteristiche analoghe a quelle previste in origine, sia pure con lo sviluppo complessivo ridotto a 10 chilometri.

I lavori iniziarono il 15 maggio con l’impegno che fossero ultimati entro il 15 agosto: vi furono adibiti 3500 operai, 200 carri, 30 autocarri e una ferrovia Decauville di 5 chilometri con 2 locomotori e 80 vagoni. L’Autodromo fu costruito nel tempo record di centodieci giorni e la pista fu percorsa nell’intero suo sviluppo per la prima volta il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro a bordo di una Fiat 570.

La prima configurazione del tracciato al momento dell’inaugurazione, con gli storici nomi delle curve, molti dei quali tutt’oggi in uso

Il circuito comprendeva una pista stradale di 5,5 km e un anello per l’alta velocità di 4,5 km, caratterizzato da due curve sopraelevate che consentivano una velocità massima teorica di 180/190 chilometri l’ora; le curve sopraelevate erano raccordate da due rettifili lunghi 1070 metri ciascuno. Le due piste si intersecavano a due livelli mediante un sottopasso in zona Serraglio.

Il pubblico era ospitato in due zone distinte: la tribuna d’onore con una capienza di 3000 posti e sei tribune laterali da 1000 posti ciascuna. Il recinto parco comprendeva gradinate all’esterno delle curve per l’alta velocità, della curvetta sud e in prossimità della confluenza tra le due piste.

L’apertura ufficiale dell’impianto avvenne il 3 settembre 1922 in una giornata di pioggia, alla presenza del Presidente del Consiglio Facta, con la disputa di una gara per vetturette che fu vinta da Pietro Bordino su una Fiat 501 Corsa

Una Fiat 501 Corsa, auto vincitrice del primo evento motoristico a Monza.

Il giorno 8 settembre seguì il Gran Premio motociclistico delle Nazioni, concluso con la vittoria assoluta di Amedeo Ruggeri su Harley Davidson 1000 e caratterizzato dalla splendida affermazione di Gnesa con la Garelli 350 due tempi nella classe 500. Il 10 settembre si gareggiò per il secondo Gran Premio automobilistico d’Italia che fu appannaggio ancora di Bordino sulla Fiat 804 a 6 cilindri.

 

 


Fonti:

www.monzanet.it/autodromo

Associazione degli Amici dell’Autodromo e del Parco www.amiciautodromo.it


Alessandro Leone


Alessandro Leone

Direttore di FONT

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