Cosa ne penso di: “Ghost In The Shell”

È da poco uscito, anche nei cinema di Monza, il film “Ghost in the shell”.
Prima di raccontarne la storia e darvi la mia personale opinione, qualche informazione generale.

Lingua originale: Inglese, Giapponese. Questo non deve stupirci perchè è tratto dall’omonimo manga del 1989 scritto dallo scrittore giapponese Masamune Shirow.
Genere: azione, fantascienza, thriller.
Regia: Rupert Sanders
Durata: 2 ore circa
Cast: Scarlett Johansson, Pilou Asbaek, Takeshi Kitano, Juliette Binoche, Micheal Pitt.

Trama: è ambientato nel 2029 a New Port City, in Giappone. In un mondo in cui la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina, si muove la Sezione 9 Pubblica Sicurezza, reparto speciale della polizia, con lo scopo di risolvere crimini di terrorismo informatico. Tra gli agenti spicca la figura del Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo cibernetico (chiamato shell), ma con cervello e anima umani (the ghost), che dovrà lavorare al caso del “Signore dei Pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker, in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli cibernetici e di prenderne il controllo.

Qualche curiosità: inizialmente doveva essere Margot Robbie ad interpretare il ruolo della protagonista, ma scelse poi di entrare nel cast di Suicide squad, così la parte passò, appunto, a Scarlett Johansson.
Purtroppo, la scelta suscitò alcune controversie dal momento che Motoko Kusanagi è di etnia asiatica, mentre l’attrice ha origini statunitensi. Alle accuse il produttore Steven Paul affermò che l’ambientazione del film è un “mondo internazionale”, approvando del tutto la scelta della Johansson.
Le riprese iniziarono a Wellington, in Nuova Zelanda e finirono negli Stati Uniti, passando persino da Hong Kong. Forse il produttore non aveva tutti i torti…

Film ricco di azione, grazie anche agli effetti speciali spesso presenti, e per questo molto coinvolgente; ma non mancano spunti di riflessione: l’evoluzione dell’uomo porterà davvero alla creazione di cyborg? E quanto sarà positivo? Già il titolo mi aveva incuriosito e sicuramente non mi ha deluso; mi aspettavo un film solo d’azione e, invece, mi ha lasciato dubbi “esistenziali” su cui riflettere. È un film che si propone ad un vasto pubblico sia d’età che di vario gusto cinematografico, piacerà infatti a coloro che sono interessati ai thriller, all’azione e al drammatico.
Non siete curiosi di scoprire come finisce? Non vi resta che guardare il film e proporci la vostra recensione!


Alessia Petroni


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