Donazione AVIS: esperienza da provare!

I 18 anni sono un traguardo importante, possono significare l’autonomia, la patente di guida oppure la possibilità di effettuare una donazione di sangue; quest’ultima opzione è sempre stata importante per me e ho deciso di diventare donatrice AVIS. È stata una scelta quasi impulsiva, perché è risultata essere la combinazione di due miei interessi, il campo medico e il volontariato. Tuttavia non è stata “a cuor leggero” poiché comporta delle responsabilità.

La prima cosa è stata fare una telefonata al centro più vicino, per me AVIS Monza, per compilare la documentazione e fissare la prima visita dal medico dedicato. In gran parte è un colloquio consistente in domande riguardo il mio stile di vita, a partire da dati come l’altezza fino a domande ben più personali. La dottoressa ha misurato i miei parametri vitali e mi ha dato le indicazioni per i controlli successivi: prelievo e elettrocardiogramma. Ho fatto queste due analisi all’Ospedale San Gerardo di Monza in modo totalmente gratuito e scegliendo io stessa le date. Il prelievo lo ha fatto al Centro Donatori, accudita dal personale molto gentile e disponibile, mentre l’ECG nel reparto apposito.

Dopo aver ricevuto l’esito positivo degli esami, ho deciso il giorno della donazione, il 12 aprile 2017. Ci si reca al Centro, si compila un modulo dove si dà l’autorizzazione ad utilizzare il sangue (complicazioni burocratiche)  e certificare di aver tenuto un certo comportamento. Quando è il proprio turno si prende posto sulla poltrona e le infermiere procedono con l’effettiva donazione. Purtroppo io ha la pressione bassa e non sono riuscita a riempire la sacca da 430 ml totalmente, appena ho perso colore in viso la dottoressa ha abbassato il lettino e tolto l’ago.  Per andare via con il sorriso i donatori hanno un centro ristoro dedicato dove devono rifocillarsi con panini, bibite e bevande calde.

Coloro che lavorano hanno dei giorni di permesso per i giorni in cui si dona, mentre per agli studenti vengono rilasciate delle giustifiche riconosciuti dagli Istituti. Per la prima donazione consiglio di farsi accompagnare, non si può sapere prima che reazione avrà una persona. Inoltre ognuno può decidere che tipo di donazione fare, non c’è solo il sangue intero, ma anche solo plasma o componenti ematici.

Donare non è semplicemente essere disposti a “dare” del sangue, ma prestare attenzione a molte cose nella vita quotidiana e rispondere a particolari requisiti come: avere un peso superiore a 50 kg, non assumere farmaci, essere sani sotto ogni punto di vista e non abusare di nessuna sostanza. Anche i viaggi in zone sub-tropicali possono comportare una sospensione; per le donne fertili ci sono ancora più restrizioni. Naturalmente queste sono precauzioni per evitare diffusione di malattie, pericoli per il ricevente ed ulteriori rischi.

Fare questo tipo di volontariato significa aiutare tutti, poiché il sangue “di sintesi” ancora non esiste e l’Italia non è autosufficiente e necessita anche delle entrate dall’estero. Ci sono pazienti che necessitano trasfusioni giornalmente, tutte le operazioni importanti ne hanno bisogno, così come tutti i Pronto Soccorsi. Per coloro che ne hanno la possibilità, donare è davvero un bel gesto e, tranquilli, la paura degli aghi è facilmente superabile.


Fonti:

www.avismonza.it

Per ulteriori informazioni o dubbi scrivete alla nostra mail:  [email protected]


Fiore Artelli



Fiore Artelli

Freelance Journalist

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