Quando i danni sono inevitabili

Monza, e in particolare il parco, è e sarà in questo 2017,  il centro di numerosi eventi a livello nazionale e mondiale. Questi eventi renderanno la nostra città la meta di milioni di persone che verranno ad assitervi portando un grande contributo a livello economico, facendola conoscere fuori dal nostro territorio. Come per ogni cosa, però, esiste un lato negativo. Centro di questi eventi sarà il parco, ovvero il polmone verde della Brianza.

 

Il parco, sede dell’autodromo, è da tempo soggetto all’affluenza di migliaia di persone, ma raramente si parla di numeri di questa portata. E’ facile capire l’impatto ambientale che milioni di persone possono portare ad un area di verde, per quanto grande, già con il semplice essere lì in numero troppo elevato. Il solo calpestio di un numero così elevato di persone porta alla completa distruzione del prato sottostante, al quale va aggiunta l’immensa quantità di rifiuti che, volontariamente o meno, si disperdono nell’ambiente o, ancora, la costruzione delle impalcature e le altre strutture che servono per gestire l’evento dal palco fino ai bagni pubblici.

Con tutta la buona fede del mondo e le pulizie post evento, questi danni, seppur arginati, non possono essere evitati. Siamo abituati, dopo ogni corsa all’autodromo o dopo i fuochi di S.Antonio, a vedere il parco in condizioni non molto belle: sporcizia, disordine, verde distrutto fanno da sfondo all’inquinamento che già le corse e fuochi producono.

Questi eventi, per quanto di grandi dimensioni, non sono comparabili ad un concerto di livello mondiale come quello dei Linkin Park o la visita del Papa. Durante questa visita la città è stata rimessa a nuovo, rendendola pulita e donandole nuovo lustro a livello internazionale e, anche dopo, grazie al lavoro di migliaia di volontari e non, è rimasta pulita come lo è rimasta l’area del parco. Come detto prima, però, ci sono danni ai quali non si può riparare nell’immediato come la condizione del prato sulla quale è avvenuto l’incontro.

Mentre l’incontro col Santo Padre è stata meta di famiglie e ragazzi riunite nella preghiera, i concerti, per loro natura, hanno come scopo il divertimento. Migliaia di persone che ballano e si divertono nel medesimo spazio creano, involontariamente, molto più disordine e rifiuti.

Come già detto alcuni danni sono inevitabili, seppur “giustificati” della portata e dalla natura degli eventi, ma ciò nonostante non bisogna dimenticarsene.


Andrea Cimatti, Giannantonio Visentin



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