#STORYOFATEMPLE: Ammodernamenti nell’epoca d’oro della F1 | Ep. 4

La storia dell’Autodromo, simbolo di Monza, a puntate settimanali.

Trovi qui tutte le puntate precedenti:


[…continua]

Com’è noto, la ricerca del cosiddetto “effetto suolo” perseguita mediante la speciale forma e la sigillatura con bandelle laterali del fondo delle vetture di F1, nonché la riduzione del peso, e la quasi totale eliminazione delle sospensioni, non soltanto aumentarono ulteriormente la velocità in

La Lotus 79, regina dell’effetto suolo

curva, ma ridussero anche sensibilmente il controllo del pilota sul comportamento della vettura. Per questo furono necessari interventi di adeguamento delle condizioni di sicurezza, oltre a sostanziali modifiche degli impianti.

Aderendo alle richieste della F.O.C.A. (l’Associazione dei Costruttori di Formula 1) l’area box fu ristrutturata così:
– il numero dei box aumentò da trenta a quarantasei
– dietro ai box fu creato un “paddock” e un recinto verifiche di oltre 9000 metri quadrati
– il corridoio box anteriore venne ampliato da 9 a 12 metri e suddiviso in tre corsie.
Gli edifici realizzati sono di suggestiva bellezza e, pur nelle loro dimensioni, si armonizzano con il parco circostante. Al riguardo, l’allora Presidente della FIA, Jean Marie Balestre, disse: “Nel rispetto dell’ambiente, un edificio straordinario è stato realizzato con intelligenza, creatività e passione, un’opera che fa onore all’Italia, al campionato del mondo, allo sport automobilistico”.

Furono migliorate anche le condizioni di sicurezza con le seguenti misure:
– ulteriore ampliamento della banchina esterna nel tratto di circa 300 metri della curva Grande sino alla curva della Roggia, con conseguente spostamento dell’esistente ponte Dunlop (poi Campari) e l’estensione della banchina esterna lungo gli ultimi 300 metri della curva “Parabolica”, pure con sistemazione in sabbia e installazione di barriere di pneumatici
– sostituzione dei cordoli interni di tutte le varianti con altri di nuovo disegno, più bassi e di profilo più attenuato
– miglioramenti alle protezioni nella zona della seconda curva di Lesmo, mediante lo spostamento del “guardrail”
– creazione di una strada di servizio per i mezzi di soccorso che giunge fino alla curva del Serraglio.

La sala stampa oggi

Nel frattempo fu ampliata la sala stampa, fu realizzata una terrazza con bar e il rinnovamento delle strutture continuò negli anni successivi.

L’epoca d’oro della F1

Il Gran Premio d’Italia di F1 continuava a svolgersi sulla pista stradale di 5,8 km rimasta invariata nel tracciato dal 1976. Nel 1979 la Ferrari tornò alla vittoria con Scheckter alla media di 212,185 km/h, successo che gli diede il titolo di Campione del Mondo Conduttori di Formula 1. Il Gran Premio d’Italia del 1980 venne disputato sul circuito di Imola, con la vittoria di Piquet su Brabham. Nel 1981 il Gran Premio tornò a Monza e fu vinto da Prost su Renault.

La passione degli sportivi fu continuamente sollecitata dalla sfida tra Ferrari, Renault, Brabham, McLaren, Williams e altre famose scuderie che con le loro monoposto dotate di motori turbocompressi da un litro e mezzo di cilindrata determinarono un notevole incremento delle potenze specifiche e, quindi, un considerevole aumento delle medie generali. Se infatti nel 1982 Arnoux vinse il Gran Premio con la Renault a oltre 219 Km/h di media, nel 1987, dopo un costante aumento delle velocità anno per anno, si arrivò agli oltre 232 km/h con cui Piquet portò alla vittoria la sua Williams.

L’ultimo trionfo di un motore sovralimentato a Monza fu quello della Ferrari di Berger, seguito al secondo posto dal compagno di squadra Alboreto, nel 1988, proprio poche settimane dopo la scomparsa di Enzo Ferrari. Da segnalare in questi anni le tre vittorie di Piquet (nel 1983 su

Brabham e nel 1986 e 1987 su Williams), di Lauda (nel 1984 su McLaren) e di Prost (nel 1985 su McLaren).

L’ultima vittoria di un sovralimentato a Monza: Gerhard Berger nel 1988


Fonti:

www.monzanet.it/autodromo

Associazione degli Amici dell’Autodromo e del Parco www.amiciautodromo.it


Alessandro Leone



Alessandro Leone

Direttore di FONT

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