#STORYOFATEMPLE: L’avvento della tecnologia in pista | Ultimo Episodio

 La storia dell’Autodromo, simbolo di Monza, a puntate settimanali.

Trovi qui tutte le puntate precedenti:


[…continua]

Nel biennio 1994-1995 la pista di Monza è stata nuovamente oggetto di alcuni interventi finalizzati all’adeguamento agli standard di sicurezza richiesti dalla FIA.
– Ridefinizione del disegno della seconda curva di Lesmo, rifatta con una configurazione quasi “a gomito” e quindi con un raggio più stretto (36 metri) di quello precedente. In questo modo la velocità di percorrenza della curva è stata sensibilmente ridotta.
– La curva Grande è stata spostata verso l’interno di una decina di metri e ciò ha comportato la riduzione dei suoi due raggi, passati da 325 e 450 metri, rispettivamente a 290 e 395 metri.
– La variante della Roggia è stata anticipata di circa 50 metri in modo da posizionarla in un punto con margini laterali più ampi.
– L’intero tratto delle due curve di Lesmo, dall’ingresso della prima all’uscita della seconda (rettilineo di raccordo compreso) è stato anch’esso arretrato verso l’interno pista di una quindicina di metri per incrementare lo spazio di fuga.
– La prima curva è stata anch’essa stretta e il suo raggio è passato da 98 metri a 75, mentre la seconda, con un raggio portato a 35 metri, è rimasta pressoché identica a quella disegnata l’anno prima.

Dopo tutti gli “spostamenti” lo sviluppo totale del circuito è diminuito di 30 metri rispetto ai 5.800 di prima (ora è di 5.770 metri).

La configurazione attuale del circuito

I lavori, nel loro complesso, sono costati alla SIAS circa 5 miliardi e mezzo di lire. Per ogni albero tagliato è stata prevista la messa a dimora di tre alberi in altre zone dell’area dell’Autodromo per un totale di 555.

Nell’estate del 2000 è stata ridisegnata la prima variante che, da una “esse“ con curve sinistra-destra-sinistra, è stata trasformata in una doppia curva destra-sinistra più stretta e quindi più lenta. Il rettilineo tra l’ingresso e l’uscita della curva della Roggia è stato poi allungato di 10 metri. Questi due interventi hanno portato la lunghezza della pista stradale da 5.770 metri a 5.793 metri.

Il rinnovamento e l’ampliamento delle strutture dell’Autodromo sono continuati tra il 2001 e il 2003 con opere che ne hanno aumentato la funzionalità sotto l’aspetto sportivo e migliorato le capacità ricettive e di ospitalità.
Il complesso dei box è stato allungato con una nuova campata di 50 metri così da portare i box a disposizione delle scuderie da 48 a 60 e da ricavare nuovi spazi al primo piano per i vari servizi e per la direzione gara. Un’altra novità è stata rappresentata dall’ampliamento della sala stampa che ora è dotata di 540 postazioni per giornalisti oltre alle zone per l’ufficio stampa, per le telecomunicazioni e varie salette di servizio. La sala stampa è stata dedicata a Tazio Nuvolari, il grandissimo campione automobilistico e motociclistico di cui, nel 2003, ricorreva il cinquantesimo della scomparsa.
È stato poi realizzato un nuovo paddock per le gare di supporto, alle spalle del paddock di F1, con ingresso in pista sul rettilineo centrale.
Tra le altre modifiche figurano l’allargamento di 4 metri della corsia box e lo spostamento del “villaggio” con i negozi, il bar e lo sportello bancario siti nell’ex padiglione Festival. L’area del vecchio villaggio fa ora parte del paddock, nel quale è rimasto l’edificio del ristorante che viene utilizzato, tra l’altro, come sala per i fotografi in occasione delle manifestazioni più importanti.

Dopo i radicali interventi attuati nel 1989-90 e nel 2001-2002, l’Autodromo ha cambiato totalmente la sua fisionomia diventando uno degli autodromi più belli e funzionali del mondo.

Dominio Ferrari nei primi anni 2000

Per quanto riguarda le competizioni, è facile tratteggiare il mondo della Formula 1 all’inizio di questo secolo: una serie straordinaria di successi della Ferrari e del suo pilota Schumacher, che si sono aggiudicati tutti e cinque i titoli mondiali sia fra i Costruttori sia fra i Piloti. La Ferrari ha così conquistato nove titoli Costruttori dal 1958 (anno in cui fu istituito) e Schumacher sette.

Michael Schumacher in azione alla Prima Variante nel 2004

Le velocità intanto sono salite. Nel 2003 Michael Schumacher ha vinto alla media di 247,585 chilometri orari, mentre Rubens Barrichello, nel 2004, ha stabilito il record sul giro in gara in 1’21” 046, alla media di 257,320 chilometri l’ora.

Monza si è in tal modo riconfermata come la pista più veloce del mondo. L’autentico Tempio della Velocità.


Fonti:

www.monzanet.it/autodromo

Associazione degli Amici dell’Autodromo e del Parco www.amiciautodromo.it


Alessandro Leone



Alessandro Leone

Direttore di FONT

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