Il futuro in un libro. Coincidenza o premonizione?

La lettura è una passione che permette alle persone di allontanarsi dagli avvenimenti della vita quotidiana e di passare qualche momento nella più assoluta tranquillità. Quante volte ci siamo appassionati ad un libro, o più specificamente ad un personaggio caratterizzato da un particolare modo di comportarsi, agire o pensare che, stranamente, rispecchiasse, anche se leggermente, le azioni che compiremmo noi stessi se ci trovassimo nelle situazioni descritte dall’autore della storia?

Si può perfino dire che più è alta la somiglianza tra noi e questi soggetti, più è alta la nostra curiosità di sapere come il libro andrà a finire; ma a volte le analogie tra opere letterarie e realtà sono incredibilmente numerose e precise, al punto che sembra per noi impossibile pensare che gli scrittori non si siano ispirati a fatti realmente accaduti. Di seguito sono elencati due esempi che hanno catturato non solo la mia attenzione, ma anche quella di numerosi lettori e fanatici delle cospirazioni in giro per il mondo, a causa dell’enorme quantità di somiglianze con eventi storici, importanti o meno che siano.

Il Naufragio del Titan

Nel 1898, Morgan Robertson, scrittore statunitense, scrisse un romanzo intitolato “Futility”, in seguito rinominato ”The Wreck Of The Titan” (Il Naufragio Del Titan). L’evento chiave del racconto è l’inabissamento del Titan, nave inglese dalle enormi dimensioni definita inaffondabile. Questo transatlantico, durante il suo viaggio, sulla rotta che collegava il Regno Unito con New York, colpì, a circa 400 miglia a largo da Terranova, un iceberg sul lato di dritta (lato destro della nave). Nel 1912, 14 anni dopo la pubblicazione del romanzo, un’altrettanto maestosa imbarcazione, il Titanic andò incontro allo stesso destino.

Le similitudini tra l’episodio raccontato da Robertson e ciò che accadde realmente sono incredibilmente numerose. Le due navi, infatti, a livello strutturale erano entrambe a tripla elica e presentavano due alberi; colpirono l’iceberg con lo stesso lato e sulla stessa tratta, affondando nell’oceano atlantico alla stessa distanza dalla costa orientale degli stati uniti. Le due catastrofi avvennero, inoltre, nello stesso mese dell’anno a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, portando alla morte migliaia di persone, a causa della mancanza di un numero sufficiente di scialuppe di salvataggio.

Edgar Allan Poe e la nave Mignonette

Un altro esempio degno di nota è la storia di Arthur Gordon Pym, romanzo pubblicato nel 1838 da Edgar Allan Poe, che narra le avventure di alcuni marinai a bordo di una baleniera, i quali, dopo essere sopravvissuti al naufragio di quest’ultima, ma essendo ancora dispersi in mare, furono obbligati ad uccidere uno tra i sopravvissuti, un ragazzo di nome Richard Parker.

46 anni dopo, nel 1884, una nave dal nome “Mignonette” si inabissò e costrinse i soli 4 sopravvissuti a vivere per settimane a bordo di una scialuppa di salvataggio.

Dopo alcuni giorni, i sopravvissuti, forzati dalla fame, uccisero uno di loro, un ragazzo di nome Richard Parker, coi quali vestiti hanno, poi, segnalato la loro posizione alla nave che li portò in salvo.


Emanuele Locati, Lorenzo Di Martino

La tigre che accompagna il protagonista del film: “Vita di Pi” durante la sua avventura si chiama Richard Parker.




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