Eroi Sconosciuti | Ep.2 – I fratelli Bielski

La Seconda Guerra Mondiale è passata alla storia come un periodo in cui avvennero atrocità che non possiamo nemmeno immaginare, oggi però si parlerà di un gruppo di fratelli che, per i territori polacchi, rappresentarono una scintilla di speranza che ravvivò gli animi in un periodo di totale oscurità e rassegnazione: i fratelli Bielski.

Tuvia Bielski

Dopo la fuga dal ghetto nel 1941, i quattro fratelli di origine ebrea sopravvissuti (su una famiglia che prima contava 14 membri tra genitori e prole): Tuvia, Zus, Asael e Aron, riuscirono a rifugiarsi nella foresta adiacente insieme ad alcuni vicini scampati al massacro; questo piccolo gruppo di persone rappresenta il nucleo di quella che poi diverrà in brevissimo tempo una vera e propria colonia nascosta nella fitta vegetazione polacca.

Con grande forza di volontà e leadership da parte di uno dei fratelli, Tuvia Bielski, il piccolo gruppo di sopravvissuti si allargò prendendo sotto la propria protezione qualsiasi superstite ritrovato, fino al raggiungimento di 1230 persone, di cui il 70% era composto da anziani, donne e bambini.

Con il numero di rifugiati che aumentava esponenzialmente, aumentava però il bisogno di rifugi, cibo e risorse, a ciò conseguì la costruzione di edifici indispensabili tra cui un mulino, una capanna di pronto soccorso, una cucina e delle abitazioni per l’inverno, il tutto costruito partendo da legno e materiali ritrovati nella foresta, o ricavati dalle razzie che il gruppo compiva contro i cittadini alleati con i tedeschi.

Una frase di Tuvia che riassume il principio fondamentale su cui si basava la colonia

La permanenza nella foresta durò per ben due anni, e, tra gli attacchi da parte dei tedeschi, il freddo e il tifo, non fu di sicuro priva di perdite, tuttavia ben 1200 sopravvissero sotto il comando dei fratelli Bielski, il che rese il loro intervento uno delle più grandi missioni di soccorso dell’ olocausto.

Verso la fine della guerra, Asael si arruolò nell’esercito dell’armata rossa e cadde in battaglia, i restanti tre fratelli invece, pochi anni dopo, si trasferirono negli Stati Uniti dove uno di loro, Aron vive ancora oggi raccontando la sua incredibile storia.


Luca Porro



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