L’Alfa Romeo e la F1: una storia d’amore d’altri tempi

Un ritorno annunciato

La recente conferma da parte di Sergio Marchionne, presidente di FCA, delle voci che da qualche tempo giravano tra i box e le sale stampa che volevano il ritorno dell’Alfa Romeo nel circus della Formula 1 dopo più di 30 anni dall’ultima partecipazione, ha entusiasmato gli appassionati e i nostalgici del marchio del biscione. La casa automobilistica di Arese sarà infatti title sponsor per il team elvetico Sauber (motorizzato Ferrari) nella stagione 2018, che si preannuncia ricca di novità e di emozioni.

Gli albori della F1 e i successi

Ma l’Alfa Romeo ha un glorioso passato nel mondo delle competizioni automobilistiche.

Sin dalla sua nascita (1910) si è infatti dedicata alla costruzione di modelli da competizione e negli anni successivi ottenne numerosi vittorie in gare come la prestigiosa Targa Florio, la 24 ore di Le Mans, la Mille Miglia e addirittura il primo campionato del mondo automobilistico della storia (non è il campionato d Formula 1!). Alla guida di queste prime macchine c’erano piloti i cui nomi hanno una eco leggendaria: Tazio Nuvolari, Enzo Ferrari, Ascari, Campari, Fagioli, Bordino, Varzi, Ugo Sivocci, Gastone Brilli-Peri…  e ricordano un tempo in cui l’automobilismo era qualcosa di molto diverso da quello che conosciamo noi oggi, più sincero, genuino, senza pubblicità e sponsor.

Dopo il secondo conflitto mondiale, l’Italia si trovava in una situazione di profonda crisi economica e sociale. Con un paese così diviso e umiliato dalla guerra, la gente trovò nelle competizioni automobilistiche non solo uno svago entusiasmante per evadere dalla quotidianità, ma anche un senso patriottico e di rivalsa nazionale, visto che le macchine e i piloti italiani erano particolarmente forti e venivano celebrati dalla stampa nazionale come eroi.

Il primo vincitore del campionato di Formula 1 è un pilota italiano su auto italiana!

E’un trionfo nazionale!

Giuseppe “Nino” Farina al volante della Alfa Romeo 158 al GP di Silverstone nel 1950

Nel 1950 si istituì il primo campionato di Formula 1 composto da 7 gare ufficiali alle quale presero parte ben 30 scuderie -al tempo poteva considerarsi scuderia chiunque si iscrivesse al campionato con la propria automobile e che fosse in grado di pagare la quota d iscrizione. Spesso questi “scuderie private” prendevano parte solo ad alcuni gran premi e non disputavano tutte le gare previste dal regolamento. Alla fine della stagione i 3 piloti dell’Alfa Romeo: Giuseppe Farina, Juan Manuel Fangio e Fagioli occupavano le prime 3 posizioni in classifica, per di più le macchine guidate dai piloti che li seguivano in classifica erano motorizzate da altre aziende italiane, la Maserati, che si aggiudicherà il titolo nel 1954 e nel 1957 e la Ferrari. Ma fin dall’inizio si capì che la vera sfida era quella che si consumava tra le due punte di diamante dell’Alfa Fangio e e Farina, che si aggiudicò il titolo solo all’ultimo appuntamento del mondiale a Monza dopo una rocambolesca corsa. Fangio, che conduceva la gara, fu costretto a ritirarsi per un problema meccanico al 24° giro ma riprese la gara grazie a Piero Taruffi, pilota della vettura di scorta che gli cede sportivamente il posto.

Il primo vincitore del campionato di Formula 1 è un pilota italiano su auto italiana! E’un trionfo nazionale!

L’anno seguente sarà ancora la casa di Arese ad aggiudicarsi il titolo questa volta con Fangio che avrà la rivincita sul suo compagno di squadra e che si dovrà difendere da Ascari su Ferrari occuperà la seconda posizione nella classifica generale. Il 1951 segna anche la fine della partecipazione al campionato di F1 da parte dell’Alfa, ma il dominio delle macchine italiane si protrarrà fino alla fine del decennio, per poi soccombere allo strapotere delle scuderie inglesi.


Claudio Galli



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