Le montagne dei brianzoli | pt. 1 – La Grigna

Quando il cielo è limpido e la vista non è ostacolata dai palazzi, se si guarda in lontananza verso nord, si notano due montagne che nessun brianzolo può dire di non aver mai visto, tuttavia in pochi ne conoscono i nomi,  la storia e il legame che avevano e hanno con il nostro territorio; oggi parlerò di uno di quei due giganti spesso innevati che fanno da sfondo alla nostra città.

La prima, la Grigna, è quella dalla forma più affusolata e nonostante da lontano sembri un’unica grande vetta è in realtà un massiccio diviso in 3 parti ben distinte.

La prima arrivando da Monza è chiamata Coltiglione ed è formata da un grosso blocco di roccia dalla cima spianata che incombe a strapiombo sul lago e la città di Lecco, a causa della sua forma minacciosa una leggenda narra che in un futuro non molto lontano sprofonderà nel lago creando un enorme inondazione che distruggerà la città.

La seconda vetta più alta (2184 m slm), chiamata affettuosamente Grignetta, ha una forma più appuntita ed è caratterizzata da numerosi pennacchi e guglie di roccia  che la rendono una meta ambita da molti scalatori. Purtroppo è famosa a causa della sua conformazione piena di grotte e roccia friabile e ai cambiamenti improvvisi di tempo con grandi banchi di nebbia che arrivano all’improvviso dalla valle e il lago per causare ogni anno vittime tra scalatori ed escursionisti soprattutto in primavera con lo scioglimento delle nevi.

Il Grignone (o Grigna settentrionale), infine, è la vetta più alta (2410 m slm) e vista dalla nostra prospettiva ha una forma affusolata caratterizzata da una specie di cresta che termina con una cima che pare mozzata. Se invece la si guarda da nord la sua forma levigata lascia spazio ad un paesaggio aspro molto più simile alla cima della Grignetta.

Una canzone ci racconta il rapporto tra l’alpinista e la Grigna: essa era una crudele guerriera, che fece uccidere da una sua sentinella un cavaliere venuto a manifestare il suo amore per lei. La guerriera fu  trasformata in montagna, il Grignone, da un Dio che ebbe pietà per la morte dell’amante, mentre la sentinella che obbedì al comando divenne la Grignetta. Attraverso la metafora dell’amante (lo scalatore) e la crudele amata (la montagna) si canta di quanti sono morti nel tentativo di scalare questa bassa ma impervia montagna.

Grazie al suo clima, i suoi paesaggi stupendi e la splendida vista che si può godere del lago e della pianura Padana da sempre questa montagna è la meta di numerosi brianzoli che, soprattutto in passato, avevano la propria casa di villeggiatura sulle sue pendici.


Giannantonio Visentin



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