Marco Polo: pioniere o imbroglione?

Tutti ormai conosciamo le vicende di Marco Polo: mercante veneziano che intraprese un formidabile viaggio che lo condusse dalla penisola nostrana fino in Cina. Ma siamo certi di sapere tutto quello che riguarda la sua storia?

“Credo che più che essere il racconto di una persona sola, era una specie di database medievale della conoscenza europea dell’oriente del tempo.”

disse Frances Wood, capo della sezione cinese della British Library, in una intervista con la Daily Mail sul Milione.

Imbroglione?

Frances Wood

Non c’è nessuna prova pratica che Marco Polo fosse a contatto diretto con la Cina. Infatti, dice la dottoressa Wood, Polo non fece nemmeno un cenno sulla prassi adottata dalle donne cinesi di fasciarsi i piedi (pratica tradizionale in Cina) per renderli più piccoli, oppure sull’uso delle bacchette nel mangiare i pasti. Non menzionò perfino l’esistenza della Grande Muraglia Cinese nelle sue opere.

Una di tante teorie accreditate è che Marco Polo semplicemente copiò una sorta di manuale sulla Cina scritto da un mercante persiano. Soltanto 18 righe nell’intero manoscritto del ‘Milione’ sono scritte in prima persona. È estremamente raro da parte sua dire “Io vidi questo con i miei propri occhi”.

Infine, aggiunge Frances Wood nel suo libro “Did Marco Polo Go to China?“, Marco Polo esagera molto il suo ruolo in certi eventi. Egli affermò di aver fornito ai mongoli l’equipaggiamento militare necessario per la riuscita dell’assedio di Xiangyang; una cosa impossibile dato che l’assedio si concluse due anni prima che Marco avesse raggiunto la Cina. Inoltre, affermò che era governatore della città di Yangzhou, cosa mai confermata da nessuna fonte contemporanea.

Pioniere?

llustrazione nel Milione di Marco Polo

Hans Ulrich Vogel, professore di storia cinese, invece, porta prove a favore dell’approdo di Marco Polo in Cina.

Egli suggerisce, per esempio, che Marco Polo non ha incluso la Grande Muraglia nelle sue cronache perché il monumento imponente ha raggiunto le sue grandi proporzioni soltanto sotto la dinastia Ming, diverse centinaia di anni più tardi. Vogel sostiene, inoltre, che i manoscritti cinesi del tredicesimo e quattordicesimo secolo, abitualmente, trascuravano visite da inviati occidentali, rendendo l’esclusione del Polo meno singolare.

Inoltre, il dettaglio e la precisione notevole del suo racconto superano di gran lunga le sue esagerazioni, che ebbero lo scopo di fare di lui un personaggio più rilevante di quanto fosse realmente. Ad esempio, le affermazioni di Polo riguardo la grandezza delle banconote e il valore del sale, tra altri aspetti, combaciano con prove archeologiche e documenti cinesi, conclude Vogel.

 

Verdetto

Riusciremo mai a sapere se Marco Polo si è mai recato in Cina e abbia frequentato realmente Kublai Khan? Forse no, ma le conseguenze del suo viaggio si fanno ancora sentire in tutto il mondo.

Un avido lettore del “Milione” fu Cristoforo Colombo, che si imbatté nel Nuovo Mondo seguendo le orme del mercante veneziano. Inoltre le vicende di Marco Polo ispirarono molti cartografi, non soltanto quelli dell’epoca, ma anche quelli successivi; infatti, i viaggi di Marco Polo potrebbero aver avuto qualche influenza sullo sviluppo della cartografia europea, ponendo le basi per i grandi viaggi europei di esplorazione, un secolo più tardi.


Fonti:

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/8691111/Explorer-Marco-Polo-never-actually-went-to-China.html

http://afe.easia.columbia.edu/mongols/pop/polo/mp_essay.htm

http://www.history.com/news/marco-polo-went-to-china-after-all-study-suggests


Ale Nehme

Esiste un gioco negli Stati Uniti chiamato Marco Polo: è molto simile al nostro ‘Ce l’hai!’, ma giocato in acqua.



Ale Nehme

Gestore Web e Graphic Designer

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