Nosferatu Il Vampiro (1922)

Nosferatu “eine Symphonie des Grauens”

Ci sono pellicole cinematografiche che, pur avendo quasi un secolo di età, mantengono ancora oggi un forte impatto visivo e la capacità di emozionare e colpire lo spettatore.

Questo sarà un veloce viaggio alla riscoperta dei film che in passato hanno riscosso un grande successo e che sono oggi riconosciute come quelle pellicole che, per un motivo molto chiaro, hanno fatto la storia del cinema.

Le immagini riportate in questo articolo sono tratte dalla versione restaurata del film, alla quale sono stati applicati dei filtri colorati.

Il Conte Orlok

Un po’ di storia

Siamo nell’ormai lontano 1922, quando in una cittadina dei paesi bassi venne pubblicato nelle sale cinematografiche Nosferatu il Vampiro, opera diretta dal grande regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau e considerata il suo capolavoro nonché una delle pietre miliari del cinema horror tedesco.

Si tratta di una delle pellicole più famose della storia del cinema, di quelle che tutti almeno una volta nella vita hanno sentito nominare, e che ha influenzato largamente la cultura popolare anche se, purtroppo, quasi nessuno l’ha vista per intero.

Dalla sua produzione ad ora questo film ha avuto numerosi remake, tra i quali ricordiamo quello del 1979 di Werner Herzog dal titolo: “Nosferatu, il Principe della notte” che voleva essere un omaggio alla pellicola originale.

 

L’ombra del Conte fuori dalla porta della stanza del protagonista

Caratteristiche particolari

Il film, essendo del 1922, è stato girato in bianco e nero, e senza audio (muto), per questo, numerosi nuovi potenziali spettatori vengono scoraggiati e non riescono a sopportarne la visione, attaccandosi al comune, ma errato, pensiero secondo il quale i film muti siano noiosi alla visione.

Oltre a questo pregiudizio, oggi si ha anche la convinzione che neanche all’epoca la proiezione di un film muto fosse molto interessante. In realtà, al contrario, la sala cinematografica si popolava di numerose figure professionali che, mentre la pellicola veniva proiettata, intrattenevano la gente arricchendo l’esperienza della visione del film.

C’era per esempio il pianista (a volte addirittura una piccola orchestra) che accompagnava la visione del film con della musica e c’era colui che leggeva le didascalie, anche perché stiamo parlando di un’epoca in cui non tutti i cittadini sapevano leggere.

Erano quindi tutto, fuorché proiezioni “mute”.

 

Il Conte alla finestra della sua nuova casa accanto a quella del protagonista e di sua moglie

 

Il genere

Iniziamo quindi a definire il genere di questa pellicola per poi sfatare alcuni miti sul cinema degli albori.

Nosferatu il Vampiro è un film che appartiene alla corrente espressionista del cinema tedesco; si rifà quindi ai canoni di una corrente artistica (l’espressionismo), la quale utilizza la grande forza emotiva delle immagini per veicolare emozioni e messaggi al posto dei dialoghi parlati tra i personaggi.

Il regista prende quindi atto del fatto che non sia possibile registrare l’audio per il suo film e si impegna, di conseguenza, ad utilizzare l’impianto visivo (forse uno strumento ancora più potente della voce) in maniera originale per emozionare e/o inquietare il pubblico.

Ecco quindi che ci vengono mostrate le fatture del Conte, dei personaggi e dei loro movimenti attraverso l’utilizzo di giochi di ombre ed inquadrature impressionanti.

Qui di seguito riportiamo un’immagine tratta da quella che può definirsi la scena più famosa del film.

L’ombra del Conte Orlok che sale le scale

Come si può notare, le figure dei personaggi sono molto esagerate, quasi caricaturali, ed in quell’epoca, ricordiamo, che il carattere di un personaggio poteva essere carpito dalle sue sole fattezze.

Knock, il proprietario dell’impresa immobiliare

Il film è liberamente ispirato al romanzo epistolare di Bram Stoker Dracula, pubblicato 25 anni prima.

Questo causò al regista numerosi problemi di natura legale; egli venne infatti costretto a cambiare il nome del titolo, dei personaggi e cambiare le ambientazioni nelle quali si svolge la vicenda.

Nonostante tutto, Murnau perse la causa (fu infatti denunciato dalla famiglia di Stoker per plagio) e fu costretto a distruggere tutte le copie del film anche se, in realtà, poi fu il regista stesso a salvarne una copia che giunse per fortuna fino ai giorni nostri, dandoci la possibilità di guardare e studiare l’intera opera.

L’ombra del Conte sta per abbattersi sul protagonista (Hutter)

La sperimentazione

Il regista sperimentò molto sotto il punto di vista del montaggio.

Sappiamo oggi che le cineprese all’epoca erano macchine enormi e che difficilmente potevano essere spostate durante le riprese.

F. W. Murnau però riuscì a dare dinamismo alla scena tagliando in modo particolare le varie parti della pellicola, ed utilizzò quell’espediente, che noi oggi chiamiamo Stop Motion, per dare movimento ad oggetti che altrimenti sarebbero rimasti fermi sullo schermo.

Il regista ci dà quindi l’idea che il personaggio del Conte Orlok sia capace di utilizzare i suoi poteri sovrannaturali per spostare oggetti come casse o aprire porte, effetti visivi che all’epoca erano molto complicati da realizzare.

Orlok dopo il morso al collo ad una dei personaggi

Il Conte colpito e sconfitto dalla luce del sole

Vi lasciamo con il trailer del 2013 fatto per l’uscita nelle sale cinematografiche della versione restaurata di quest’opera:

youtube


Emanuele Locati



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