Sogni d’oro

I sogni sono spesso immagine dei nostri pensieri, dei nostri desideri e delle nostre preoccupazioni. A volte però possono rivelare idee geniali e portare a risvolti inaspettati nella realtà.

Nel corso degli anni diversi uomini noti hanno sognato cose incredibili che poi li hanno portati al successo.
Un primo esempio è Larry Page, co-fondatore di Google, che ha raccontato di come l’idea di un motore di ricerca con le caratteristiche di Google gli sia venuta durante il sonno. Ne parlò al suo migliore amico, Sergey Brin, e assieme diedero vita a Backrub (il precursore di Google).

Il dottor Otto Loewi, invece, fece una grandissima scoperta sognando, si svegliò durante la notte e scarabocchiò alcune riflessioni su un foglio. Al risveglio si rese conto che aveva scritto le basi della teoria che avrebbe cambiato la storia della medicina: cioè che la trasmissione dei segnali nel cervello non avviene elettricamente, come tutti gli altri scienziati del ventesimo secolo pensavano, ma  che vengono trasmesse chimicamente, attraverso i mediatori chimici attivi. In seguito riuscì a dimostrare la sua teoria e per questo nel 1936 vinse il Nobel per la fisiologia.

Anche il capolavoro letterario “Frankestein” nacque da un sogno fatto dall’inglese Mary Wollstonecraft Shelly.
La scrittrice sognò la famosa creatura dopo che il poeta Lord Byron aveva sfidato lei ed altri scrittori a cimentarsi con storie di fantasmi. Durante un incubo notturno vide il momento in cui lo scienziato pazzo creava il suo mostro. La mattina seguente si mise al lavoro e scrisse tutto.

Molte altre scoperte scientifiche vengono attribuite ai sogni, o almeno in parte, come il chimico Friedrich Kekulé che sognò un serpente che si mordeva la coda e al risveglio capì che la molecola del benzene, sul quale stava da molto ragionando, era esagonale.


Lorenzo Di Martino

 



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