I sogni nel tempo

Cosa sono i sogni?

Il sogno è un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante.

Sigmund Freud, nel ‘900, scrisse “L’interpretazione dei sogni”, secondo cui il sogno sarebbe la realizzazione allucinatoria durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna; un’altra ipotesi ritiene che, durante il sonno, la mente rielabori gli stimoli esterni a cui si è sottoposti e, in caso di pericolo, come per gli incubi, la mente svegli l’individuo per rispondere, appunto, a questi stimoli.

Inoltre, i sogni possono permettere alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia e lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli.

Il sogno è un’attività del pensiero umano che ha interessato l’uomo fin dai primordi della civiltà.

Il sogno nella preistoria

Il disegno a carboncino in una delle Grotte di Lascaux può essere considerato la rappresentazione di un sogno. In questo documento, l’autore disegna ciò che vede con la fantasia: l’uccisione del bisonte durante una battuta di caccia. Esso è analogo a un sogno ad occhi aperti, disegnato a memoria.

L’epopea di Gilgamesh

La prima testimonianza scritta è riportata in uno dei primi libri prodotti dal genere umano in cui Gilgamesh sogna di incontrare Enkidu, con il quale, dapprima, inizia una lotta, ma poi, riconosciutane la forza, lo porta davanti alla madre e lo adotta come gemello. Quando Gilgamesh racconta questo sogno alla madre, lei lo interpreta come «buono e favorevole». In questo caso, la madre e sacerdotessa fornisce un’interpretazione profetica del sogno.

Il sogno presso i Sumeri

Nella civiltà sumerica troviamo il rituale dell’incubazione: si tratta di una pratica che richiedeva che un individuo scendesse in un luogo sacro sotterraneo, dormisse una notte intera e andasse poi da un interprete a raccontare l’eventuale sogno, che, di solito, rivelava una profezia.

Antico Testamento

L’Antico Testamento riporta diversi sogni, il più noto è quello del faraone egizio che sogna sette vacche grasse e sette vacche magre; l’interpretazione è sempre di tipo profetico, ma assume un carattere religioso: Giuseppe, colui che interpreta il sogno, pensa che la profezia provenga da Dio; questo voler vedere un intervento divino in un sogno si chiama diafania.

Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento si ricorda il sogno fatto da Claudia Procula, moglie di Ponzio Pilato: mentre il funzionario stava decidendo se condannare a morte o meno Gesù, la donna capì, interpretando la propria visione, che quell’uomo era innocente.

Il sogno per i Greci

I Greci ripresero l’usanza dell’incubazione, andando in un bosco sacro o in una grotta, dove scavavano una buca, o recandosi presso un tempio di Asclepio. Lì si accoccolavano sperando di riuscire a dormire e, quindi, a sognare; in seguito consultavano l’esperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale.

Il sogno nella cultura di massa

L’interpretazione dei sogni nelle culture popolari è, spesso, semplicistica e le stesse formule chiave sono applicate, indifferentemente, a individui completamente diversi. La famosa smorfia napoletana è un elenco delle associazioni di immagini, situazioni, oggetti, avvenimenti con i numeri del gioco del lotto, un dizionario dei desideri per riuscire in una vincita risolutiva.

Sogna perché nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti può dare  –  Jim Morrison


Alessia Petroni



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