Afasia: il disturbo che ti fa perdere le parole

Risultato immagine per afasiaIl linguaggio è una parte fondamentale della nostra vita che diamo spesso per scontata, grazie ad esso possiamo esprimere i nostri pensieri e le nostre sensazioni. E’ difficile immaginare di non poter trasformare i pensieri in parole, ma se le delicate connessioni della rete del linguaggio nel nostro cervello venissero danneggiate a causa di un ictus, una malattia o un trauma, potremmo davvero ritrovarci senza parole.

Questo disturbo, chiamato Afasia, può compromettere la comunicazione. Le persone affette da questa malattia non sempre riescono ad esprimersi correttamente: potrebbero usare involontariamente delle inversioni, chiamate parafasie, confondendo parole simili, oppure, a volte, potrebbero essere addirittura irriconoscibili.

Esistono due tipi di Afasia:

  1. Afasia fluente o ricettiva: Le persone che ne soffrono hanno una normale intonazione, ma usano parole che non hanno un significato. Fanno fatica a comprendere i discorsi altrui, e spesso non sono in grado di comprendere gli errori che commettono.
  2. Afasia non fluente o espressiva: Le persone che ne soffrono possono avere una buona comprensione, ma fanno lunghe pause tra le parole e commettono errori grammaticali.

A tutti capita di dire “ce l’ho sulla punta della lingua” quando non ci viene una parola, ma soffrire di Afasia rende difficile anche dare un nome alle cose comuni, anche leggere e scrivere può rilevarsi frustrante.

Come avviene?

Risultato immagine per afasiaIl cervello umano possiede due emisferi, nella maggior parte delle persone il sinistro controlla il linguaggio. Lo sappiamo perché nel 1861 il dottore Paul Broca studiò un paziente che aveva perso a capacità di pronunciare tutte le parole tranne una: “abbronzatura”. Durante un’autopsia, Broca si rese conto che una parte dell’emisfero sinistro era completamente lesionata, oggi nota come Area di Broca; gli scienziati attuali credono che sia quella regione a regolare il linguaggio e a coordinare i muscoli coinvolti. Dietro a questa area, vicino alla corteccia uditiva, c’è l’ area di Wernicke ed è qui che il cervello dà un significato ai suoni delle parole.

L’Afasia è causata da danni ad una o ad entrambe queste due aree, ma fortunatamente esistono altre aree del cervello che supportano questi centri del linguaggio. Anche l’emisfero destro può controllare il linguaggio, specialmente l’intonazione o il ritmo. Queste aree aiutano le persone affette da Afasia quando diventa difficile comunicare.

Come si cura?

Non esiste una specifica cura a questa malattia, ma il cervello tende ad “autoripararsi”, quest’ abilità è nota come “plasticità celebrale”. Essa permette alle aree che si trovano vicino a quella danneggiata di supplire ad alcune funzioni durante il processo di guarigione. Gli scienziati hanno elaborato nuove tecniche: mediante l’uso della tecnologia possono stimolare ed accelerare questa “plasticità”.


Bianca Misino



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