Il cuore sotterraneo dei geyser di Yellowstone

Il parco

Il parco naturale più famoso e conosciuto al mondo è sicuramente quello di Yellowstone. Ogni anno, infatti, milioni di turisti visitano questa area protetta in cerca di un’esperienza a diretto contatto con la natura selvaggia e unica che caratterizza lo stato del Wyoming, situato tra le spettacolari Montagne Rocciose e le sconfinate pianure centrali del continente nordamericano. Le “star” indiscusse del parco sono i geyser soprannominati “Old Faithful” (foto a lato),” Vecchio Fedele” in italiano, a causa della regolarità delle sue eruzioni che avvengono ogni 65 o 95 minuti, e la “Grand Prismatic Spring” (foto in copertina), dagli spettacolari riflessi colorati.

Geyser?

Se fossimo dei geologi definiremmo un geyser come un fenomeno di vulcanismo secondario; se fossimo degli islandesi lo chiameremmo “Geysir” e ne imiteremmo il suono allo stadio per sostenere la nostra nazionale (clicca qui se sei curioso); se fossimo dei bambini molto fantasiosi crederemmo che sia una buca dalla quale esce un gigantesco getto d’acqua caldissimo.

La formazione di un geyser avviene quando un terreno non impermeabile (e quindi che permette il passaggio dell’acqua al suo interno) si trova in prossimità di fonti di calore geotermico, spesso identificate come camere magmatiche (grosse masse di magma ad elevata temperatura) di vulcani attivi o quiescenti.

L’acqua si trova concentrata sottoterra in sacche che vengono rifornite dalle acque meteoriche (pioggia) e che, a causa dell’elevata temperatura del sottosuolo, passa allo stato gassoso generando un incremento della pressione del fluido. Quando questa pressione supera quella esercitata dalle rocce sovrastanti (o pressione litostatica), il gas fuoriuscirà violentemente generando la spettacolare eruzione tipica dei geyser. Quella successiva avverrà quando la camera si sarà riempita di nuovo e la pressione avrà raggiunto il livello critico.

La particolarità di Yellowstone: il “supervulcano”

Il nome del parco, che in italiano sarebbe “pietra gialla”,  deriva da fatto che la zona è caratterizzata da una vivace attività vulcanica sotterranea e i gas contenenti zolfo che fuoriescono in superficie tramite i geyser fanno si che questo elemento si depositi sulle rocce formando un sottile strato di colore giallo-rossiccio.

Il parco si estende sull’Altipiano di Yellowstone che presenta un’altitudine media di 2400 m, e sotto di esso si trova su quello che i geologi chiamano hotspot, cioè un punto in cui il mantello terrestre arriva a “pochi” chilometri dalla crosta (parliamo comunque di 800/900 km di profondità) e causa il rigonfiamento che caratterizza questo territorio.

Tale vicinanza con la superficie provoca il riscaldamento del sottosuolo e di conseguenza la presenza di sorgenti termali e i geyser.

clicca sull’immagine per più dettagli

I geologi hanno individuato in questa zona quello che rimane di 3 grosse caldere di vulcani ormai estinti che sono eruttati più di 2 milioni di anni fa e che hanno formato una caldera enorme, ormai coperta dalla vegetazione, al centro del parco, chiamata Caldera di Yellowstone.

Nell’illustrazione a lato possiamo vedere ciò che sta nel sottosuolo di Yellowstone: il pennacchio di magma e le due camere magmatiche più piccole e superficiali, con temperature che diminuiscono avvicinandosi alla crosta (relativamente 1200°C-980°C-760°C). Questo sistema comunicante forma quello che gli esperti chiamano supervulcano, a causa delle gigantesche dimensioni della sua camera magmatica.

Le conseguenze di un’eruzione di tale vulcano sarebbero apocalittiche e comporterebbero perdite enormi di vite umane e economiche, e a mostrarcele ci ha pensato Hollywood con il film “2012” di Roland Emmerich del 2009. Gli scienziati non hanno dubbi: “un giorno erutterà di nuovo”, ma aggiungono che “è improbabile che accada a breve”.


Fonti:

Articolo di National Geographic

Parco nazionale di Yellowstone


Claudio Galli



Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: