DEMONI DELLA NOTTE: Bruxismo | Ep.6

Il bruxismo a differenza dei disturbi esaminati in precedenza può essere definito innocuo per la mente ma un po’ meno per il corpo, poiché con questo termine si indica il bisogno compulsivo di stringere, serrare e/o digrignare i denti, il tutto spesso e volentieri avviene durante il sonno, ma nelle forme più gravi può essere presente anche nelle ore diurne.

E’ un’attività che non rientra nelle “funzioni” della bocca e la maggior parte delle volte è un’azione totalmente involontaria. I pazienti non sono consapevoli di quest’abitudine, ma il loro corpo ne risente: innanzitutto lo sfregamento continuo dei denti gli uni contro gli altri porta all’usura di questi ultimi; se invece si è predisposti a serrare la bocca l’usura sarà minore, ma a causa della forte pressione esercitata lo smalto dei denti presenterà delle crepe, se non proprio delle fratture.

Questa continua sollecitazione viene trasmessa alle strutture di supporto, cioè l’osso mascellare e le gengive, che a lungo andare cedono rendendo i denti mobili.

Tendenzialmente chi soffre di bruxismo spesso ha mal di testa e le spalle e il collo dolenti, questo perché i muscoli della masticazione, che dovrebbero lavorare massimo 2-3 ore  al giorno, non si riposano mai: vengono attivati più e più volte causando quindi forti dolori e, nei casi peggiori, i danni si propagano anche alle articolazioni temporo-mandibolari che si dislocano determinando schiocchi articolari nei movimenti di apertura e chiusura della bocca o ancora deviazioni e limitazioni dell’apertura di quest’ultima.

Ad oggi le cause del bruxismo sono sconosciute, ma vi sono delle teorie; la prima ipotizza un’interferenza nell’occlusione dentale che porta a digrignare i denti per cercare di eliminarla, questa assunzione è però stata esclusa in quanto si è visto che anche se questa imperfezione viene limitata il problema persiste; altri studi affermano invece che il bruxismo sia legato allo stress e alla tensione, in questo caso il medico consiglia ai pazienti di fare yoga, meditare o anche dedicarsi ad un hobby.

Fra le altre cause vi sono delle malattie neurologiche oppure può essere un effetto collaterale di alcuni medicinali, nel primo caso per risolvere il problema sarebbe bene rivolgersi ad un neurologo, mentre nel secondo interrompere la cura (se possibile) potrebbe portare a dei risultati positivi.

Dato che durante il sonno non è possibile tenere sotto controllo la situazione viene utilizzato un bite (mascherina rimovibile in resina trasparente) che si inserisce come un apparecchio nei denti superiori, così da evitare l’abrasione di questi ultimi durante lo sfregamento, mentre di giorno è possibile prendere coscienza di ciò che si sta facendo e fermarsi cercando di controllarsi.


Consuelo Giordan



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