DEMONI DELLA NOTTE: Pavor Nocturnus | Ep.3

Leggi anche gli altri episodi:

Come reagireste se un vostro parente si svegliasse nel cuore della notte gridando e muovendosi in modo disordinato nel proprio letto?

So che si potrebbe pensare ad una possessione demoniaca, ma no, in realtà questo fenomeno è il cosiddetto pavor nocturnus o terrore notturno. Ma di cosa si tratta?

Il terrore notturno è una patologia che si può sviluppare tra i 2 e i 12 anni e che colpisce maggiormente i bambini, anche se, gli adulti non ne sono totalmente indenni, inoltre tra i due sessi quello più colpito è quello maschile.

La crisi inizia 40-60 minuti dopo l’addormentamento, nella fase del sonno profondo, quando improvvisamente il bambino inizia a gridare e piangere, risulta pallido, suda molto, compie movimenti rigidi e sconnessi, a volte perde urina, ma non è contattabile e sarebbe meglio evitare di svegliarlo, perché se gli si parla o lo si tocca il terrore potrebbe aumentare.

Solitamente questi episodi sono di breve durata, ma potrebbero prolungarsi dai 10 ai 30 minuti ed il bambino, essendo nella fase di sonno profondo sia prima che durante la crisi, al suo risveglio non sarà in grado di ricordare nulla. Non è un fenomeno stabile, la frequenza con il quale si verifica è variabile: potrebbe capitare di sperimentarlo anche solo una volta nella vita.

Ma perchè c’è la possibilità che un bambino soffra di un disturbo del genere?

La scienza afferma che il terrore notturno non è legato all’esterno, cioè che non dipende da problemi in famiglia o a scuola con i compagni e le maestre, infatti tra le cause che lo alimentano ci sono le apnee notturne (la respirazione si arresta per una o più volte durante il sonno), l’asma notturna, la febbre, lo stress, la presenza persistente di rumori o luci durante il sonno ed il reflusso gastroesofageo.

Se si dovesse assistere ad una crisi è importante, per non spaventare il bambino e non peggiorare la situazione, mantenere la calma ed agire con prudenza, se il bambino si muove è necessario assicurarsi che non si faccia del male, ma è vietato toccarlo o strattonarlo nel tentativo di farlo svegliare, un brusco risveglio ed il fatto che il bambino veda attorno a sé delle persone, che in un primo momento potrebbe non riconoscere come suoi genitori non farebbe altro che traumatizzarlo, l’unica cosa che si può fare è parlare con tono calmo e rassicurante al bambino finché questo non si quieta.

Nei casi più gravi viene eseguita una video-polisonnografia notturna, un esame che permette di registrare sia l’elettroencefalogramma sia l’attività respiratoria ed altri parametri.

Tendenzialmente è un fenomeno innocuo che non va confuso con la paralisi del sonno o le allucinazioni ipnagogiche perché, come già detto, non dipende da condizioni psicologiche instabili.

Gli accorgimenti che si dovrebbero prendere per evitare episodi di terrore notturno sono: l’evitare di far bere sostanze stimolanti (come bibite gassate e troppo zuccherine) al bambino prima di andare a dormire, è inoltre bene abituare il bambino a dormire nel proprio letto fin da subito, tenerlo nel letto con i genitori sarebbe inutile e controproducente.

Nel caso in cui il problema persista si deve ricorrere ad un attacco più aggressivo, come il prescrivere al paziente dei farmaci, quali le benzodiazepine (psicofarmaci con capacità sedative), si tende però ad evitare di somministrare quest’ultime ai bambini ed in alternativa, maggiormente se la diagnosi non è certa, è meglio prescrivere del triptofano, che stabilizza il sonno ed è efficace nella maggior parte dei casi.


Consuelo Giordan



Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: