DISTURBI DELLA PERSONALITÀ | Introduzione

Ogni individuo presenta diverse modalità di relazionarsi con gli altri o di reagire a determinati eventi. Per esempio ci sono persone che, avendo subito una forte delusione o si trovandosi davanti ad un problema, tendono a chiedere aiuto ad amici e familiari, mentre altri si chiudono in loro stesse e trovano una soluzione da soli; gli individui più “flessibili” tendono ad adattarsi con facilità alle diverse situazioni della vita e a cambiare approccio quando quello abitudinario risulta inefficiente. Al contrario, i soggetti che soffrono di un Disturbo di Personalità tendono a comportarsi in modo inappropriato davanti ai problemi che la vita gli pone davanti, fino a che i rapporti con gli altri (familiari, amici, colleghi) si deteriorano nel tempo diventando difficoltosi e conflittuali.

I primi sintomi di un probabile disturbo sono evidenti già durante l’adolescenza o nella prima età adulta: la maggior parte delle persone affette da questi disturbi risulta insoddisfatta rispetto alla propria esistenza e presenta spesso problemi come depressione, ansia, abuso di sostanze stupefacenti o disturbi alimentari.

Tendenzialmente  queste persone sono ignare del fatto che il proprio pensiero e il proprio comportamento sia inadeguato, quindi sono gli amici o i familiari che si rivolgono ad uno psichiatra per evitare che il problema diventi ingestibile e condizioni anche la vita di chi li circonda. Raramente sono i soggetti stessi a chiedere aiuto e, se lo fanno, continuano a ritenere che i propri problemi dipendano dagli altri.

Per arrivare alla diagnosi definitiva, lo specialista analizza il passato del paziente e si concentra su qualsiasi tipo di dettaglio che potrebbe aver portato il soggetto a sviluppare quel determinato disturbo.

I disturbi di personalità possono essre divisi in 3 gruppi:

  • Cluster A: personalità paranoide, personalità schizoide, personalità schizotipica. Sono quei disturbi caratterizzati da costante diffidenza (più o meno delirante) dalle azioni degli altri;
  • Cluster B: personalità antisociale, personalità borderline, personalità istrionica, personalità narcisistica. Si tratta dei disturbi caratterizzati da comportamenti drammatici o eccentrici con esagerata manifestazione emotiva;
  • Cluster C: personalità evitante, personalità dipendente, personalità ossessiva-compulsiva. Sono i disturbi caratterizzati da condotte ansiose o inibite.

Nella maggior parte dei casi nella terapia si agisce somministrando dei farmaci che servono a curare depressione, ansia o tensione. Tuttavia questi non sono in grado di agire sulle caratteristiche della personalità, mentre i risultati positivi si vedono quando si procede con il trattamento psicoterapico, che deve avere una lunga durata affinché il disturbo possa essere effettivamente eliminato.

Dato che i pazienti sono convinti di non aver nulla di sbagliato è spesso il terapeuta che deve evidenziare i loro comportamenti inadeguati, spesso messi in atto durante le sedute di terapia. Può essere utile anche la partecipazione della famiglia, perché molte volte sono i familiari che permettono determinati comportamenti inadeguati, ma allo stesso tempo possono contribuire per cercare di eliminarli.


Consuelo Giordan



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