HIV: conformazione, diagnosi e terapia

Viviamo in continuo contatto con miliardi di minuscoli organismi a noi invisibili, come alghe, batteri, protozoi e virus. Oggi parleremo proprio di un virus, quello chiamato HIV (Human Immunodefinciency Virus), nel modo più scientifico possibile.

HIV

Fu identificato nel 1982 e si pensa che derivi dal mondo animale e che il passaggio tra specie sia avvenuto con le scimmie. È un retrovirus, cioè è dotato dell’enzima trascrittasi inversa per compiere la retrotrascrizione, quindi convertire il proprio RNA in DNA durante il ciclo replicativo. In particolare è un lentivirus, significa che è molto lento nel compiere la replicazione.

Questo virus ha una struttura sferica, presenta due membrane esterne: una è il capside, dove sono racchiusi gli enzima e lo RNA che è composto da circa 9000 basi, l’altra è l’envelope, lo strato più esterno che ospita dei particolari recettori, cioè le glicoproteine gp120 e gp41. Queste due proteine si “agganciano” ai recettori CD4 e CCR5, che invece sono propri della cellula. I geni principali contenuti nello RNA sono tre:

  • GAG (group-specific antigen): codifica per le proteine del virione;
  • POL (polymerase): per la trascrittasi, la proteasi e la integrasi;
  • ENV(envelope): serve per la sintetizzazione di gp41 e gp 120.

Crea infezioni croniche, poiché questo virus va a distruggere e disorientare talmente tanto il nostro sistema immunitario che ogni batterio o anche altri virus non trova più nessun ostacolo per la colonizzazione del nostro organismo. Senza nessuna cura, il tempo medio di sopravvivenza va dai 9 agli 11 anni, mentre, seguendo opportune terapie, il tempo si allunga notevolmente.

Trasmissione

Il contagio avviene tramite i liquidi corporei, in prevalenza sangue, sperma, liquidi vaginali e latte materno, ma in rari casi anche alla saliva e alle lacrime. La prevenzione è fondamentale, dato che nel 2015 ci sono stati 2 milioni di nuove infezioni. Secondo uno studio UNIMI che ha interessato il 2014 e il 2015, il 50% dei ragazzi di quinta superiore ha, o ha avuto, rapporti sessuali; di cui il 29%(M) e il 25%(F) senza contraccezioni.

Diagnosi

Il primo esame a cui sottoporsi è il Test ELISA, poi seguito dal Western Blot, elettroforesi trasferita su nitrocellulosa per eliminare i falsi positivi. Viene usato anche il test RT PCR, si tratta di eseguire una PCR su RNA per ottenere il DNA dato dalla retrotrascrizione e ci si serve dell’antigene p24, che compare 5 giorni dopo l’infezione; mentre lo RNA dello HIV compare due settimane dopo.

Terapia

Una delle strategie per combattere questo virus è usare un “cavallo di Troia”, che significa sfruttare un enzima. L’integrasi serve appunto per integrare il DNA virale all’interno del DNA della cellula ospite, ciò porta ad una replicazione del genoma e alle proteine necessarie al virus. Questa terapia blocca la riproduzione del virus e delle particelle virali, anche se la parte integrata rimane nella cellula, quindi è necessario monitorare il paziente.

Anche i tre enzimi della POL possono essere il bersaglio di una cura, infatti un ventina di farmaci lavorano in questo modo o verso l’adesione del virus alla cellula (gp120).

Il recettore umano CD4 non può essere nascosto o modificato perché è fondamentale per il corretto funzionamento del sistemma immunitario. Tuttavia HIV necessita di un corecettore, il CCR5. Se quest’ultimo è occupato da una chemochina, allora il virus non si potrà legare…

Purtroppo non è possibile creare una vaccino perché il tasso di mutazione dei retrovirus è molto alto, si parla di 1*10-5, mentre nelle cellule umane è di 1*10-8.


Fonti:

Wikipedia

Conferenza tenuta da Giovanna Viale, direttrice del CusMiBio il 14 giugno 2017


Fiore Artelli



Fiore Artelli

Freelance Journalist

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