Metalli pesanti: chimica e vita

Tutti i giorni entriamo in contatto con materiali tra i più svariati e differenti fra loro, ma alcuni sono nocivi per il nostro organismo. Conoscere i metalli pesanti può essere utile per salvarci dalla loro tossicità.

Metalli pesanti

La classificazione dei metalli pesanti si basa sulla loro densità, maggiore di 5 g/cmo in base al peso atomico, maggiore di 20. Anche il selenio e l’arsenico fanno parte di questo genere, per via delle proprietà riguardanti il carattere cationico o la facilità con cui formano composti molecolari. È stata proposta un’altra serie di caratteristiche, come l’affinità con l’ossigeno, l’azoto o lo zolfo. In questa tipologia rientrano: alluminio, nichel, cadmio, rutenio, stronzio, iridio, piombo e molti altri.

Nichel

Il nichel è duro, ma malleabile e duttile. Questo elemento è noto per essere molto resistenze all’ossidazione, e il suo uso principale è per un particolare acciaio inox o per creare delle super-leghe. È presente anche in molti oggetti di tutti i giorni come batterie, attrezzature da cucina, negli apparecchi odontoiatrici e in particolari monete. La sua tossicità diventa importante se il materiale viene ingerito, poiché si trova prevalentemente nelle acque. Le cause possono essere l’utilizzo di rubinetti e tubature in nichel, stoviglie e vasellame in nichel. Altre forme di esposizione includono quella area, tramite contatto con la pelle e per emodialisi. L’utilizzo di questo metallo è così ampio per le sue caratteristiche, ma ormai è noto come tossico, quindi sarà gradualmente eliminato, almeno negli usi quotidiani.

Rutenio

Il rutenio è un metallo bianco e duro. Si presenta in quattro forme cristalline diverse e non si opacizza a temperature ordinarie. Inoltre non viene attaccato dagli acidi e, in piccole quantità, può aumentare la durezza di platino e palladio e rendere il titanio più resistente alla corrosione. Per via del suo effetto indurente su platino e palladio, il rutenio viene usato in lega con essi per produrre contatti elettrici molto resistenti all’usura. Il rutenio viene inoltre utilizzato come catalizzatore per reazioni di idrogenazione. Il metallo viene usato anche per contatti, chip e resistenze, ma anche da aziende produttrici di accessori di lusso. Il rutenio non ha nessun ruolo biologico, però macchia facilmente la pelle umana, può essere cancerogeno e tende ad accumularsi nelle ossa senza essere smaltito.

Cadmio

Il cadmio è un metallo di colore argento, duttile e malleabile. Viene usato per pile, pigmenti, stabilizzanti per PVC e come rilevatore di neutrini. Sia esso sia i suoi composti sono tossici perfino a basse concentrazioni e si accumulano negli organismi e nella natura. Per coloro che lo maneggiano abitualmente è importante lavorare sotto una cappa aspirante, in modo da non inalarne i vapori. Le polveri di cadmio vengono assorbite per via inalatoria e in minima parte tramite cute e mucose. Una volta assorbito, il metallo si lega ai globuli rossi e alle proteine del plasma, accumulandosi nel fegato e nei reni. In questi organi può permanere anche per diversi anni e viene espulso molto lentamente tramite via urinaria. L’ingestione di alimenti contaminati con cadmio provoca una sindrome gastroenterica caratterizza da diarrea, nausea, vomiti e disidratazione. Altri sintomi più gravi sono osteoporosi, calcoli delle vie urinarie, riduzione dell’assorbimento di ferro e gravi patologie epatiche e renali.


Fiore Artelli



Fiore Artelli

Freelance Journalist

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