Perchè la realtà virtuale e il 3D non sono pronti

Da tanto si parla della realtà virtuale, e il primo dispositivo costruito per emulare una completa immersione fu il “Sensorama”, nel 1962. Da allora i progressi sono stati tanti e hanno seguito tante strade diverse portando a prodotti differenti, e oggi possiamo individuare tre tipi di tecnologie in commercio che promettono un’immersione dello spettatore superiore al semplice “video”: il cinema stereoscopico, i visori vr, i video 360°.

Cinema Stereoscopico

Il cinema stereoscopico o le televisioni 3d, ci forniscono appunto una visione stereoscopica (la sensazione di profondità di campo) quando guardiamo un video. Il limite di questa tecnologia è la sensazione di nausea che produce in alcuni spettatori. Le cause sono principalmente due:

  • La discordanza fra ciò che vediamo e ciò che sentiamo, infatti il nostro corpo ci percepisce fermi, ma se la ripresa è effettuata in movimento l’occhio suggerisce il contrario. Questo provoca una sensazione di nausea.
  • La messa a fuoco dell’oggetto. Nel cinema tradizionale l’occhio si limita a mettere a fuoco lo schermo, mentre nel cinema 3d l’occhio tende a mettere a fuoco le immagini in primo piano o sullo sfondo, come se fossero reali, perdendo il fuoco dallo schermo.

Visori VR

Visore HTC Vive

Con i visori si può avere una completa immersione e i due problemi possono essere risolti. Infatti la rotazione della testa può avvenire in contemporanea a quella della camera e non produrre più la sensazione di nausea. Tuttavia questa tecnologia richiede molta precisione, se infatti il movimento non viene tracciato correttamente si possono avere effetti peggiori, conosciuti come motion sickness (in generale sempre nausea). I visori di fascia più alta e che hanno queste caratteristiche sono molto costosi e questo ne limita la loro diffusione, quelli meno costosi, che per esempio prevedono semplicemente l’inserimento del telefono al loro interno, ovviamente hanno dei limiti.

Video 360°

Questa tecnologia di per sè non presenta problemi, perchè non “immerge” lo spettatore dando l’illusione della profondità, a meno di essere ibridata a una delle due precedenti. Permette la visione di un normale video da ogni angolazione, sia da smartphone che da pc. L’utente avrà la possibilità di ruotare a piacimento la visuale, senza che provochi sensazioni di nausea.


Gabriele Fiumicelli



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