Troppa memoria è un bene o un male?

Ciò di cui parleremo oggi è l’ipertimesia, una malattia che consente ad un individuo di avere una memoria autobiografica nettamente più sviluppata del normale. Queste persone sono in grado di ricordare ogni piccola azione della loro vita in maniera molto dettagliata, e di associarla ad uno specifico giorno.
Il termine deriva da 2 parole in greco: iper (eccessivo) e thymesis (ricordare), e appunto richiama questa sviluppata capacità.

Bisogna prima di tutto specificare che l’ipertimesia è completamente diversa da tutti gli altri tipi processi di memorizzazione. Infatti i soggetti affetti da questa malattia non si sforzano per ricordare, ma è qualcosa di spontaneo ed involontario.

Apparentemente questa capacità può sembrare molto interessante, molto utile e soprattutto piena di vantaggi, ma in realtà non è esattamente così. Per prima cosa queste persone non sono in grado di ricordare con la stessa facilità lunghe serie di informazioni come ad esempio delle lezioni scolastiche; questo tipo di memoria si concentra solo su ricordi personali, autobiografici, e relativi sia a eventi significativi della propria vita, sia a particolari del tutto banali.

Come abbiamo detto prima la memorizzazione è involontaria, ma lo è anche il richiamo dei ricordi. Questo è infatti uno dei principali problemi, in quanto tornano alla mente non solo i ricordi positivi ma anche tutte le esperienze negative o traumi della vita.

I casi registrati nel mondo sono pochissimi (circa una ventina) di cui il primissimo è stato quello di Jill Price, riportato originariamente da ricercatori dell’Università della California, Irvine. Ella pare ricordi ogni giorno della sua vita a partire dal 5 febbraio del 1980, quando aveva quattordici anni.
Successivamente numerose persone hanno dichiarato di possedere capacità ipertimesiche, tuttavia ben poche sono state accertate. Nella foto a fianco, ad esempio, possiamo vedere Rebecca Sharrock: ha ricordi che risalgono addirittura ai suoi primi giorni di vita.

Un altro problema relativo all’ipertimesia è che i soggetti hanno molta difficoltà nell’integrarsi in quanto tendono a perdersi nei propri ricordi, e fanno molta fatica a programmare il futuro e il presente in quanto è come se vivessero continuamente nel passato.

Alcuni ricercatori pensano che l’ipertimesia in realtà non sia una capacità innata ma possa essere sviluppata da certe persone.
Altri sostengono che sia dovuta all’abitudine di tali persone di provare in continuazione a mettersi in discussione, perdendo così la capacità di fare una distinzione tra le memorie utile e quelle inutili, e di rimuovere queste ultime. Il cervello comunque registra le esperienze in maniera continua, solo che queste registrazioni non ci sono consciamente accessibili.
Questi individui quindi riescono ad accedere a tutte le informazioni registrate, sempre senza volerlo.


Lorenzo Di Martino



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