Manet e la Parigi moderna

Manet e la Parigi moderna

8 marzo – 2 luglio 2017
Palazzo Reale, Milano

La mostra presentata a Palazzo Reale a Milano, divisa in dieci sezioni, ripercorre la vita di Manet e degli artisti a lui vicini, i quali, attraverso le loro opere, vogliono raccontare la Parigi tra il 1850 e il 1880 che stava cambiando velocemente aspettorinnovandosi e modernizzandosi.

Manet è un pittore impressionista che nasce a Parigi nel 1832, nuova capitale culturale. La sua formazione artistica inizia nel 1850 come allievo di Thomas Couture, ma, in breve tempo, si rende conto dell’innaturalezza dell’arte del maestro e ne abbandona l’atelier. Nel frattempo, ha modo di viaggiare e di entrare in contatto con molti altri artisti, quali Degas nel 1861. Nel 1869 intensifica la pittura en plein air, che si era sviluppata in questo periodo a seguito dell’invenzione dei colori in tubetto; le tele diventano molto più piccole e i contorni meno definiti: dovendo passare relativamente poco tempo all’aria aperta gli artisti non si potevano soffermare sui dettagli. Manet, a seguito di una crisi depressiva, muore nel 1883.

L’opera che viene messa, prevalentemente, in risalto nella mostra è “Il Pifferaio”

Il Pifferaio
Il pifferaio

Data di produzione: 1866 Dimensioni: 168 x 98 cm

Il soggetto è un ragazzo vestito con l’abbigliamento tipico di chi fa parte della banda della Guardia Imperiale. Dando un’occhiata più da vicino, sembrerebbe che assomigli al figlio dell’artista, Léon, ma non ci sono prove certe a testimoniare che questa teoria sia concreta.

I colori delle vesti del protagonista sono molto accesi e vanno in contrasto con il colore verdognolo/giallo che domina invece sullo sfondo; proprio la scelta di tali colori permettono al ragazzo di risaltare rispetto a tutto il resto del quadro. Quest’opera non venne accettata al Salon di Parigi (luogo dove venivano esposti i quadri dei pittori impressionisti, la cui pittura non rispettava i canoni del Romanticismo) nel 1866. La figura centrale, è isolata su uno sfondo spoglio e privo di profondità, dove a malapena si riconoscono il piano verticale della parete e quello orizzontale del pavimento, sembrando quasi bidimensionale.

www.palazzorealemilano.it

La mostra è stata particolarmente interessante in quanto permetteva di entrare in contatto con gli artisti e osservare come loro vedevano la Parigi del 1800, specialmente nelle prime sezioni, dove i quadri raffiguravano per lo più paesaggi. Le ultime sezioni invece, prevalentemente incentrate sui ritratti, non trasmettevano particolari sensazioni in quanto semplici fotogrammi di vita borghese.


Bianca Misino


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