Manicomio di Mombello: oltre il mistero

Lo scheletro decadente di una parte della storia dalla quale si è voltata pagina. E’ l’ex ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini, meglio noto come manicomio di Mombello, che resta abbandonato a se stesso dopo la Legge Basaglia del 1978 che chiuse tutti i manicomi italiani.

Il luogo è tappezzato di divieti d’ingresso e segnali di pericolo, ma superarli è una sciocchezza e gli edifici sono frequentati da numerosi curiosi intenti a saperne di più sulle numerose leggende che circondano i 40.000 metri quadrati di strutture.

Una volta giunti in Via Monte Grappa 40, è possibile entrare in auto in un prato curato e, in questa parte dell’anno, fiorito e accogliente, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, una volta entrati all’interno degli edifici il manicomio terrà fede al suo nome, mostrando stanze malmesse e ricoperte di graffiti, nelle quali occorrerà essere prudenti per evitare cocci di vetro o eventuali crolli, ma, se si sapranno superare le difficoltà iniziali, questo luogo riporterà sotto i nostri occhi una realtà vecchia più di quarant’anni: cartelle cliniche, registri del personale, rullini e buste paga saranno ancora presenti, anche se sparsi per le stanze e rovinate dal tempo e dall’umidità.

In fin dei conti, il luogo è sufficientemente sicuro per essere visitato con le adeguate attenzioni, rendendolo una meta perfetta per chi cerca l’avventura di un giorno ad appena 15Km dal territorio monzese.


Luca Porro



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